Usare snack e premietti nell’addestramento del cane è una pratica diffusa, ma spesso fatta male.
Il risultato? Cani disinteressati, proprietari frustrati e l’idea sbagliata che “i premi non funzionano”.
La verità è un’altra: non è il premio a non funzionare, è l’uso scorretto del premio.
Vediamo come usarli in modo efficace, sicuro e coerente con il benessere del cane.
Perché i premi funzionano (se usati correttamente)
Le moderne tecniche di educazione cinofila si basano sul rinforzo positivo:
il cane associa un comportamento corretto a un’esperienza piacevole.
⚠️ Attenzione però:
il premio non serve a “corrompere” il cane, ma a insegnare.
Un buon snack:
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aumenta la motivazione,
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accelera l’apprendimento,
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riduce stress e frustrazione.
Un premio sbagliato o dato male, invece:
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distrae,
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crea dipendenza dal cibo,
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peggiora l’attenzione.
Strategie di addestramento basate su esperti (non improvvisazione)
Gli educatori cinofili concordano su alcuni punti chiave:
🎯 Premia il comportamento, non il cane
Il premio va dato subito dopo l’azione corretta.
Ritardarlo anche di pochi secondi confonde il messaggio.
🎯 Usa premi piccoli e ad alta appetibilità
Non serve “abbondare”.
Meglio micro snack che il cane possa mangiare in un secondo e tornare concentrato.
🎯 Riduci gradualmente il premio
Il premio serve all’inizio.
Con il tempo va sostituito con:
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voce,
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gioco,
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contatto.
Se premi sempre, il cane non impara, si abitua.
Quanti snack usare e quali scegliere
❌ Errore comune
“Se è naturale posso darne quanti voglio.”
Sbagliato.
Anche uno snack di qualità è cibo extra.
✔️ Regola pratica
Gli snack non dovrebbero superare:
👉 il 10% dell’apporto calorico giornaliero
Che tipo di snack usare per l’addestramento?
Ideali:
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monoproteici
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facili da spezzare
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senza zuccheri, coloranti o aromi artificiali
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consistenza morbida o semi-morbida
Snack troppo duri, grandi o complessi non sono adatti all’addestramento.
E se il cane ha sensibilità alimentare?
Qui molti proprietari sbagliano approccio e rinunciano del tutto ai premi.
Errore.
Alternative valide:
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snack monoproteici specifici (es. solo agnello, solo pesce),
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premi a base di ingredienti limitati e chiari,
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snack funzionali pensati per cani sensibili.
👉 L’importante è sapere cosa si sta dando, non eliminare il premio.
Un cane con intolleranze può e deve essere educato come gli altri, semplicemente con prodotti adatti.
Come collegare i premi alla vita quotidiana (non solo all’addestramento)
Il premio non serve solo per “seduto” o “terra”.
Può essere usato per:
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rinforzare comportamenti calmi,
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gestire la passeggiata,
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affrontare situazioni stressanti (veterinario, rumori, solitudine).
Usato così, lo snack diventa uno strumento educativo, non un vizio.
La selezione fa la differenza
Non tutti i premi sono uguali.
La differenza non è tra “premio sì o no”, ma tra:
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premio scelto a caso
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premio scelto con criterio
Nel mio negozio seleziono snack pensati anche per:
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addestramento,
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cani sensibili,
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utilizzo frequente senza eccessi.
Perché un buon premio deve aiutare il cane, non solo piacergli.

